Incastonata in un anfiteatro di vette tra le più belle e ambite delle Alpi orientali, Cimolais si scopre al limitare nord della Piana di Pinedo, che si raggiunge dalla provincia di Pordenone dopo avere percorso la Valcellina; laddove i torrenti Cellina e Cimoliana si congiungono al "Port", la Val Cimoliana si apre su questa grande piana presidiata dai monti Cornetto (1742mt), Lodina (2020mt), Duranno (2652mt), Cima dei Preti (2703mt) e Valcalizza (2200mt):è un ambiente fra i più belli dell'intero Friuli.
Non meno affascinante è la scoperta del paese per chi proviene dalla Valle del Piave: dopo avere percorso la valle del Vajont, al limite sud dell'omonimo lago, inizia il Comune di Cimolais con la piana "Prè de tegn", sulla cui destra è visibile la bella cascata del "pisandol", posta alle propaggini della Lodina; superato il Passo di S. Osvaldo (827mslm), originato da una frana ancora visibile sul lato sinistro, dopo l'omonima chiesetta inizia la discesa tra abeti, pini e faggi, verso Cimolais; uscendo dall'ultimo tornante, sulla sinistra si ammira il paese, che, quasi d'incanto, si apre sulla Piana di Pinedo, generata dalle arenarie di epoca glaciale, ricca di vegetazione d'alta quota, come il pino mugo, che grazie alle particolari condizioni climatiche scende fino ai fondovalle.
Interessante la visita del Paese, con le sue stradine, i vicoli e le costruzioni di sasso, testimoni di un mondo rurale semplice che univa l'attività dei campi e dei boschi con quella della lavorazione del legno, materiale usato per costruire utensili da cucina e da lavoro. E' con questa attività che nasce la tradizione delle "sedonere", le venditrici ambulanti che giravano in tutta l'Italia settentrionale, spingendosi anche molto più lontano.
Oggi il legno si lavora con il tornio elettrico, ma in qualche vecchio antro di stalla si può vedere ancora il vecchio tornio a pedale, la "tonaretha"
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